Hai presente quando rincasi dopo una lunga giornata e l’ultima cosa che vorresti fare è metterti a lavare piatti e posate a mano? Onestamente, per me il lavaggio manuale è un momento di noia pura. Ho sempre pensato che una lavastoviglie classica sarebbe stata la soluzione, ma avendo una cucina piccola e un po’ datata, mi sono subito reso conto che installarne una da incasso significava sacrificare preziosi mobiletti. In due non produciamo un’infinità di stoviglie, ma abbastanza da desiderare una lavapiatti che alleggerisse la routine.
È qui che entra in gioco la Hermitlux Lavastoviglie Portatile (misure circa 37 x 51 x 45,2 cm). Da fuori sembra un normale elettrodomestico da banco, ma dentro si nasconde una vera alleata per chi ama piatti puliti senza rinunciare allo spazio. Ti racconto com’è andata.
Perché ho scelto un modello da banco
Quando ho cominciato a valutare una lavastoviglie compatta, la mia paura principale era la capienza. Mi domandavo se un modello così piccolo avrebbe davvero risposto alle esigenze quotidiane di una coppia che non vuole rimanere sommersa dai piatti sporchi. In più, temevo di ritrovarmi con un elettrodomestico rumoroso o complesso da gestire.
Alla fine, ho preferito la Hermitlux proprio per le sue dimensioni ridotte e la sua fama di essere semplice sia nell’uso che nell’installazione. Pensare di non dover stravolgere l’arredamento o rinunciare a un cassetto prezioso mi è sembrata un’ottima motivazione. E sinceramente, avere i piatti puliti con un click è una prospettiva irresistibile, no?
Installazione: un gioco da ragazzi?
Devo confessare che sono piuttosto pigro quando si tratta di lavori domestici. Temendo di dover smontare mezzo lavandino, ero pronto a rinunciare prima ancora di cominciare. Invece, è bastato collegare il tubo di scarico in dotazione (e posizionarlo in modo che l’acqua scivolasse correttamente nel lavandino) per essere praticamente a posto.
Hermitlux offre due soluzioni per l’acqua in ingresso:
- Collegamento diretto al rubinetto: in dotazione c’è un tubo apposito, ma questo può richiedere un piccolo foro sul piano di lavoro o almeno qualche modifica.
- Caricamento manuale: con la brocca inclusa, riempi il serbatoio della lavastoviglie con tre caraffe d’acqua per ogni ciclo di lavaggio.
Io ho preferito la seconda, perché non avevo voglia di ulteriori lavori di bricolage. E la verità è che riempire la lavastoviglie con l’acqua non mi pesa affatto. Anzi, è diventata quasi una piccola routine prima di avviare il ciclo. Se dovessi dimenticarmene, il display mi segnala che manca l’acqua e la macchina non parte. Tutto molto sicuro e intuitivo.
La grande sorpresa della capacità
Lo sai che la Hermitlux, pur essendo così compatta, arriva ad accogliere anche 5 coperti? In pratica, si riescono a sistemare oltre 30 stoviglie in un colpo solo, considerando piatti (fino a 25 cm di diametro), bicchieri e posate. Sembra impossibile a vederla da fuori, ma l’interno è studiato per sfruttare bene lo spazio.
Ovviamente, se decidi di piazzarci dentro una pentola con manici ingombranti, devi organizzare un po’ il carico. Ma per l’uso quotidiano – piatti, bicchieri, ciotoline, qualche utensile – trovo che sia davvero sorprendente. Qualche volta ho persino inserito un tagliere di plastica e un paio di spatole. Risultato? Puliti a dovere.
Ma lava davvero bene?
Me lo chiedevo prima di acquistare: è una lavastoviglie da banco, riuscirà a sgrassare e rimuovere incrostazioni come una “sorella maggiore”? Ero scettico, ho fatto la prova del nove con piatti sporchi di sugo secco. Sai quando la pasta al pomodoro macchia anche l’anima del piatto? Bene, tutto è tornato splendente, senza aloni o residui di cibo.
Questa efficacia nasce anche da un particolare interessante: la presenza dei doppi bracci irroratori a Y, che ruotano e spruzzano l’acqua in più direzioni. L’acqua colpisce le stoviglie a 360° e, almeno a giudicare dalle mie prime settimane di utilizzo, non ci sono “punti ciechi” dove lo sporco potrebbe sopravvivere.
Se però hai padelle con incrostazioni più ostinate, ammetto che è utile dare una rapida passata sotto l’acqua corrente prima di caricarle. Niente di impegnativo, ma una piccola precauzione che riduce i tempi di lavaggio e garantisce risultati eccellenti anche con i programmi più rapidi.
Le funzionalità che non sapevo di volere
Quando ho comprato questa lavastoviglie, pensavo esclusivamente alla sua capacità di sgrassare i piatti e liberarmi dal lavaggio a mano. Ma ci sono altre funzioni che mi hanno piacevolmente stupito:
6+1 modalità di lavaggio: Normale, Rapido, Forte, ECO, Frutta, Super Forte e una modalità Extra dedicata all’asciugatura. Poter scegliere il programma adatto in base al grado di sporco e alla quantità di stoviglie è un vantaggio. A volte uso il Rapido se ho fretta, altre volte preferisco l’ECO per risparmiare acqua ed energia.
Asciugatura ad aria calda e ventilazione a 72 ore: al termine di ogni ciclo, c’è una fase di asciugatura che dura circa un’ora. In aggiunta, la lavastoviglie può continuare a ventilare internamente per 72 ore, mantenendo le stoviglie prive di odori e prevenendo la formazione di muffe.
Riutilizzo del calore di scarto: la lavastoviglie sfrutta l’aria calda post-lavaggio per inibire la proliferazione dei batteri, mantenendo un ambiente pulito anche dopo aver spento la macchina.
Classe energetica D: non è la più alta in assoluto, ma comunque assicura un consumo ridotto rispetto a molte lavapiatti di dimensioni standard, e soprattutto fa risparmiare parecchia acqua rispetto al lavaggio a mano (fino all’83% in meno, a quanto dichiarano).
La comodità del caricamento manuale e la questione del tubo
Fammi spiegare meglio come avviene il caricamento: hai una piccola apertura nella parte superiore. Basta inserire il convogliatore di plastica e versare tre caraffe piene (sempre in dotazione) per avviare un ciclo completo. Personalmente, preferisco riempirlo immediatamente dopo aver terminato un lavaggio, così è già pronto all’uso. Se dovessi scordarmene, come dicevo prima, la lavastoviglie si blocca e compare l’avviso di acqua insufficiente sul display.
Qualcuno potrebbe chiedersi: “Perché mai dovrei scegliere il caricamento manuale invece del tubo diretto al rubinetto?” Beh, la mia cucina è vecchiotta, e l’idea di forare il piano di lavoro mi sfiniva solo al pensiero. Inoltre, mantenendo il lavaggio manuale, posso spostare l’elettrodomestico se voglio riorganizzare il mio micro-spazio. Se invece volessi tutto automatizzato, le istruzioni su come collegarla in modo fisso ci sono (e sono chiare), quindi ognuno può fare come preferisce.
Per quanto riguarda il tubo di scarico, la mia unica accortezza è stata non creare curve troppo strette o salite ripide, così l’acqua esce senza ristagni. L’ho disposto in modo che scorra delicatamente verso il lavandino e devo dire che non ho mai avuto intoppi.
Dettagli di lavaggio: detersivi, tab, polveri e programmi
Uso comunemente delle tab ecologiche, ma potresti benissimo impiegare detersivo liquido o in polvere. Il cassettino interno è simile a quello delle lavastoviglie full-size, quindi niente di particolare da segnalare. Anzi, risulta comodo e intuitivo.
Riguardo ai programmi, c’è n’è uno per ogni esigenza: da quello Super Forte per i piatti incrostati, a quello Rapido se hai poche stoviglie e vuoi concludere il lavaggio in tempi brevi (poco più di mezz’ora). C’è anche una modalità dedicata al lavaggio di frutta, che all’inizio mi ha lasciato perplesso, ma poi l’ho trovata utile soprattutto quando voglio “risciacquare” mele e verdure in maniera più accurata.
Rumorosità e risparmio energetico
Lo ammetto, la rumorosità era un altro mio tarlo. Mi chiedevo se avrei dovuto sopportare un ronzio costante mentre guardavo la TV o lavoravo al pc. Invece, sono rimasto colpito: il funzionamento è abbastanza silenzioso, e a volte, se non sto in cucina, mi dimentico persino che è accesa.
Sul fronte dei consumi, la scheda tecnica parla di una classe energetica D, che assicura circa il 10% di risparmio rispetto a prodotti di classe F. Chiaro, c’è sempre modo di tenere sotto controllo i costi utilizzando un programma ECO e magari avviando la lavastoviglie negli orari a tariffa ridotta (se il tuo gestore elettrico offre queste fasce orarie). In definitiva, non ho notato impennate in bolletta, e di acqua ne impiega molta meno di quando lavavo i piatti a mano con l’acqua corrente aperta.
Questioni di spazio e consigli di carico
Lo schema ufficiale di posizionamento stoviglie suggerisce combinazioni di piatti e bicchieri che a me suonano un po’ “teoriche”. Ammetto di non aver mai seguito alla lettera le istruzioni. Preferisco fidarmi del mio intuito: sistemo piatti e bicchieri cercando di lasciare liberi i bracci irroratori superiore e inferiore, evitando che i piatti si tocchino troppo. Così ho ottenuto risultati eccellenti. A volte, se proprio carico all’inverosimile, aggiungo un pre-risciacquo al volo ai residui di cibo.
Se hai padelle o pentole piccole, conviene provare a infilarle negli spazi rimasti liberi, facendo attenzione a non bloccare il getto d’acqua. Un vantaggio indiscusso è che questa lavastoviglie riesce comunque a distribuire l’acqua in modo uniforme, a patto di non inserire oggetti che abbiano forme troppo spigolose o che impediscano la rotazione dei bracci.
Suggerimenti personali dopo un po’ di utilizzo
- Prepara le stoviglie: togli il grosso dei residui e sciacqua velocemente i piatti con sporco incrostato.
- Scegli il detersivo più adatto: io mi trovo bene con le tab ecologiche, ma niente vieta di usare formule in polvere o liquido.
- Pianifica il ciclo: se hai stoviglie mediamente sporche, il programma Normale o ECO funziona benissimo. Per incrostazioni più importanti, c’è il Super Forte.
- Sfrutta l’asciugatura: l’aria calda fa la differenza, lascia i piatti pronti da riporre senza macchie di calcare.
- Pulizia e manutenzione: di tanto in tanto, controlla il filtro interno, eliminando eventuali residui di cibo.
Una scelta che rifarei
In tutta sincerità, rifarei questa scelta senza pensarci due volte. Non è perfetta se hai famiglie numerose con chili di pentole ogni giorno, ma per chi vive da solo, in coppia o con spazi ridotti, è una soluzione brillante. La lavastoviglie offre flessibilità (manuale o collegata all’impianto idrico), diversi programmi di lavaggio, un ingombro modesto e consumi contenuti.
Se dovessi trovare un piccolo difetto, direi che la disposizione delle stoviglie suggerita dal manuale mi sembra un rebus. Ma non lo considero un problema reale: caricando a modo mio, non ho avuto alcun inconveniente. E la soddisfazione di aprire lo sportello e trovar tutto pulito e asciutto resta impagabile.
Conclusioni
Questa mini lavastoviglie Hermitlux mi ha convinto del tutto. Sono partito dubbioso, pensando che in un dispositivo così ridotto fosse difficile concentrare tutte le funzioni di un elettrodomestico più grande. Invece, mi ha sorpreso per la sua praticità, la silenziosità e la qualità del lavaggio.
Se cerchi un aiuto domestico per risparmiare tempo e spazio, la Hermitlux potrebbe davvero fare al caso tuo. Non richiede interventi invasivi e, grazie all’asciugatura integrata e alla ventilazione prolungata, i piatti risultano sempre pronti all’uso. Ti bastano poche mosse per tenere la cucina in ordine. E sì, lo ammetto: un po’ mi commuove il pensiero di non dover più strofinare forchette e coltelli nel lavandino.
Spero che la mia esperienza ti sia stata utile. Ogni casa ha le sue esigenze, ma se la tua cucina è simile alla mia – piccola, vecchiotta, con spazi risicati – potresti innamorarti di questa lavastoviglie, così come è successo a me. Alla fine, è una vera svolta avere un aiutante silenzioso che rende splendenti piatti e bicchieri, facendoti risparmiare acqua e fatica.
Insomma, se sei stufo di vedere piatti sporchi accumularsi e non vuoi stravolgere l’assetto della tua cucina, la Hermitlux è un’opzione concreta e affidabile. Proprio quella piccola rivoluzione che, una volta provata, non vorresti mai più abbandonare.